Mostra: La Torre nella storia
Tempio di Giove, Residenza malatestiana, Tenuta papale. LA TORRE NELLA STORIA

Mostra storico documentaria
Sabato 17 aprile è stata inaugurata la mostra che resterà aperta con gli originali fino al 17 luglio 2010.
Il Museo Casa Pascoli dedica questa mostra alla Torre (villa Torlonia) luogo affascinante e misterioso della memoria pascoliana ma soprattutto luogo ricco di storia. Quest’ area infatti era abitata sin dall’età romana, come testimoniano i numerosi, anche se frammentari, reperti archeologici qui rinvenuti, come ad esempio una stele calcarea con epigrafe funeraria proveniente dalla località “Le Selve”. Intorno all’area della Torre, oltre a perdersi le tracce dell’antica organizzazione fondiaria di età romana, persistono toponimi che rimandano a caratteristiche precise: il Rio Salto, che ricorda il termine latino Saltus ad indicare terreni non coltivati, in parte tenuti a bosco e a pascolo, a far parte di un possedimento terriero posto al di fuori dei municipi romani. Oltre a questo toponimo, ancora più significativo è quello di Giovedia, termine documentato nelle carte e documenti a partire dall’anno Mille, fino alla fine del Cinquecento, che individua l’area della Torre come vera e propria località autonoma rispetto al territorio di San Mauro. Ulteriore testimonianza dell’antichità ed importanza del sito, è un capitello a foglie di acanto ritenuto di età repubblicana e dunque molto antico, appartenente ad un edificio sacro oppure ad una residenza signorile: da qui la possibilità che proprio nell’area sorgesse un tempio rurale dedicato a Giove davanti al quale, secondo la tradizione erudita locale, lo stesso Giulio Cesare si sarebbe fermato in preghiera dopo l’attraversamento del Rubicone.
In una preziosa pergamena del 1057, l’arcivescovo di Ravenna concede la quarta parte della corte Iuvidia e del suo castro, con fondi, casali e pertinenze. Il documento getta luce sull’antica connotazione di Giovedia quale corte altomedievale: un possedimento fondiario, il cui nucleo centrale era formato da un fondo situato presso un corso d’acqua, dotato di chiesa (la chiesa di San Pietro in Salto è documentata sin dall’anno 1033) ed infine dotata di un castello.
Attraverso i numerosi manoscritti e documenti rintracciati negli archivi, il visitatore potrà ripercorrere le fasi salienti dell’evoluzione della Tenuta della Torre, luogo strategico che ha mantenuto lungo i secoli grande rilevanza.
Nonostante periodi di gravi calamità, come ad esempio intorno alla metà del XIV secolo, quando, oltre alla peste nera che decimerà la Romagna, Giovedia subisce saccheggi e devastazioni dalla Compagnia del Conte Lando ed è definita nei documenti “castello hora ruinato”, il sito continuerà a mantenere la sua crucialità.
Dal dominio dei Parcitadi, antica e celebre signoria riminese, Giovedia passerà nelle mani dei Malatesta: insieme ai castelli di Trebbo e Roncofreddo, faceva parte infatti della ricchissima dote che Concordia Pandolfini de’ Parcitadi portava a Malatesta da Verucchio. Intorno al 1450, Giovedia sarà la residenza di Antonia da Barignano, madre di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e di Malatesta Novello, signore di Cesena. Sigismondo, nell’atto di gratificare la madre, distacca San Mauro da Savignano, che fino a quel momento aveva giurisdizione sul territorio sammaurese, concedendo alla stessa Antonia il potere giurisdizionale su questo territorio. Mentre il castello di San Mauro è attestato nei documenti di inizio ‘400 quale residenza dei discendenti di Gianciotto Malatesta (i pronipoti Galeotto e Gaspare), la tomba di Giovedia (residenza fortificata) viene concessa da Sigismondo al condottiero Gottofredo Isei insieme a quella di San Mauro nel luglio del 1443; ciò avviene dunque nello stesso periodo in cui anche la madre Antonia risulta proprietaria di varie case e terreni nel territorio e, come confermato da un atto notarile del 1447, esercita ancora poteri giurisdizionali sugli abitanti di Giovedia.
Nel 1460 si ha notizia della donazione di questa “possessione” da parte di Sigismondo a Galeotto Malatesta del ramo di Giaggiolo, discendente di Paolo il Bello: Giovedia è una consistente proprietà, con fondi coltivati e terreni a bosco e a prato per il bestiame, organizzati intorno ad un’area fortificata che è residenza del signore (la tomba) e con un oratorio (S. Pietro in Giovedia).
Dalla signoria malatestiana la tenuta passerà nel 1462 ad Antonello Zampeschi in vicariato perpetuo, per poi essere soggetta ad un frenetico avvicendarsi di investiture e signorie: dagli Zampeschi, famiglia di parte guelfa originaria di Forlì e già titolare di Forlimpopoli e Bertinoro, Giovedia viene concessa ai Riario nel 1480 dallo zio, il Papa Sisto IV, per poi tornare nelle mani di Brunoro Zampeschi.
Nell’alternarsi delle investiture, non vanno dimenticate quelle di Caterina Sforza, vedova di Girolamo Riario, risalente al 1494, quando il Papa concesse a lei e ai cinque figli i due Feudi di San Mauro e Giovedia e quella di Cesare Borgia durata solo pochi anni.
Documenti e carte topografiche ripercorreranno poi le vicende di quella che a partire dal Seicento verrà designata come Torre di Giovedia e poi semplicemente Torre, vasta tenuta che, con il passaggio alla Camera Apostolica, sarà amministrata da molteplici Tesorieri di Romagna, fino alla donazione dell’intero complesso da parte di Papa Pio VI, al nipote Luigi Onesti Braschi nel 1780.
ingresso libero
aperta nei giorni ed orari di apertura del museo:
dal martedì alla domenica: ore 9.30-12.30 e 16.00-18.00 (dal 16 giugno ore 16.00-19.00)
chiuso il lunedì
Con la collaborazione del Centro I sempra Zovan di San Mauro Pascoli
Mostra documentaria
Sabato 15 dicembre 2007, alle ore 16, sarà inaugurata a Casa Pascoli la mostra dedicata all’attività svolta a San Mauro dal riminese Giuseppe Maioli, geometra e fotografo nato nel 1899, a cui venne affidata, fra il 1928 e il 1929, la progettazione dell’intera area “pascoliana”.
In occasione del 150° anniversario della nascita di Giovanni Pascoli e in concomitanza con il Convegno “Pascoli e la Cultura del Novecento”, svoltosi alla Torre nelle giornate del 30 settembre, 1 e 2 ottobre 2005, è stata allestita presso il Museo Casa Pascoli una mostra dal titolo “Pascoli tradotto. La fortuna internazionale del Pascoli italiano”.
ILLUSTRATORI PASCOLIANI. Le scelte artistiche del Poeta.